«Nemmeno le reti di copertura fermano le cimici asiatiche»?

Salve a tutti, dopo l’uscita dell’articolo su ITALFRUIT NEWS che dichiara che le reti anti-insetto non funzionano per la cimice, allegandoci un filmato fatto in una nota azienda di Padova, vorrei puntualizzare cosa non funziona.

L’impianto in questione è un impianto anti-gradine con chiusura anti-insetto delle testate e dei bordi, che non ha mai funzionato in presenza di attacchi medio-forti di cimice, vedi anche ricerche di CRPV Emilia-Romagna che nel 2016 mise a confronto fari sistemi di impianti, in zone con pressione molto inferiori ad oggi, i risultati parlarono di un efficacia massima del 70-75% di questa soluzione, l’unico che ebbe risultati del 99% di efficacia furono i sistemi mono-fila KEEP IN TOUCH con chiusura entro il 1 maggio, detto ciò voglio esporvi le mie esperienze agronomiche fatte in 60 aziende ubicate in Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Friuli che da 2-4 anni hanno adottato impianti mono-fila KEEP IN TOUCH. e descrivervi cosa è questo sistema coperto da brevetto italiano, concessione n°1414184.

Il ns sistema e composto da 3 componenti:

1) reti multifunzione con maglie 4 mm 2 mm nelle parti laterali, nel colmo ha un rinforzo largo 100 cm con maglie anti-foratura di 2 mm x 2.3 mm molto importante per impedire la foratura della rete da parte della vegetazione apicale, ambiente ideale per la posa delle uova di cimice.

2)Copri-palo puntal-net ad apertura bilaterale, che permette tempi di movimentazione delle reti inferiore dell’80% dei sistemi tradizionali (una sola persona con 1 pedana riesce in 2 ore riesce a chiudere o aprire l’impianto)

3)Elastici di chiusura al terreno della rete da posizionarsi nelle testate.

Nel corso di questi 4 anni in cui la cimice ha fatto danni pesanti in frutticoltura, tutte le aziende in regime convenzionale che hanno adottato questo sistema non hanno avuto nessun problema da parte di cimice e lepidotteri e con danni sotto il 5% in caso di grandinate devastanti e questo non perché non passi qualche cimice, ma basta posizionare 2-3 insetticidi nei momenti di accoppiamento delle cimici per sterminarle, perché dentro i mono-fila non possono scappare e vengono colpite dal trattamento, mentre nei mono-blocco avvisate dalle vibrazioni che l’atomizzatore innesca nel frutteto si mettono in volo e non sono colpite dall’insetticida.

Quello che mi sto chiedendo e forse vi chiedete anche voi, perché in questi anni è stato consigliato agli agricoltori dai loro agronomi di realizzare impianti a gabbione ben sapendo che al più servono per allevare fagiani ghiotti di cimice e non spingerli verso sistemi mono-fila ben più efficaci nei confronti della cimice e carpocapsa, secondo me come diceva un noto politico a pensar male si fa peccato, ma le più volte ci si azzecca il motivo di queste scelte sono soltanto economiche.

Impianto melo, pero, pesco spese di trattamenti fitosanitari per il controllo di insetti

Protezione monoblocco trattamenti  n°12-14 + confusione sessuale     = € 1200—€ 1500

Protezione mono-fila trattamenti  n°4                                                           = € 200

Quindi con  i sistemi mono-fila i rivenditori di  fitofarmaci vanno a perdere 1000-1200 euro ad ettaro considerando che solo in Emilia Romagna abbiamo piu di 50000 ha di frutteto si parla di una perdita per i rivenditori di prodotti di 60-70 milioni di euro soltanto in quella regione.

In conclusione anche in questo caso l’unica cosa che conta è il vil denaro.

Esperienze in Friuli, ad oggi in quella regione abbiamo 10 impianti su melo di cui la meta erano mono-blocco, che gli agricoltori hanno smantellato, per posizionarci il ns sistema mono-fila, abbiamo un azienda storica che ha posizionato il primo 5 anni fa, e contemporaneamente 3 anni fa chiuse con reti anti-insetto gli altri frutteti creando un mono-blocco, oggi dopo 2 anni di danni ingenti su questi frutteti, li ha smantellati passando ai mono-fila dove in questi anni non ha avuto nessun danno, questo azienda utilizza le reti anche per diradare le mele, quindi la chiusura avviene sempre prima del 20 aprile naturalmente per la difesa contro la cimice fa anche 4-5 insetticidi.

Esperienze in Lombardia, qui abbiamo diverse az in Valtellina dove il problema cimice è leggero, mentre abbiamo una 10 di aziende posizionate su Milano, dove nella zona del Ticino oltre che avere una forte presenza di cimice abbiamo su coltivazione bio anche il problema della popilla japonica, e 15 aziende nel mantovano con fortissima pressione di cimice. Tutte le aziende, stanno raccogliendo frutta sana, con 2-3 interventi, ma abbiamo alcune aziende che non hanno fatto nessun insetticida ne per cimice ne per pisilla, ne per baco e alcune hanno i ns impianti da 8 anni.

Esperienze in Piemonte, in questa regione abbiamo 10 aziende tutte in regime bio, l’unici danni da cimice l’abbiamo rilevata in una su Conference 2 anni fa, perché l’agricoltore chiuse l’impianto il 15 maggio, quando aveva già il danno.

Esperienze in Emilia Romagna, abbiamo una 40 di impianti su pero, pesco,melo la situazione questo anno e molto pesante in Emilia, dove fra l’altro c’è l’impianto a Bomporto Modena dove nel 2016 e stato fatto le ricerche del crpv dove fuori rete aveva dei danni nonostante i ripetuti insetticidi del 100% e sotto rete posizionata a fine aprile danni zero, ad oggi l’azienda di 12 ha St maria,William, Abate è tutta coperta e da due anni non fa nessun intervento per carpo e 4 interventi per cimice raccogliendo con danni del 2-3%, un altro caso interessante e una azienda di Bologna con pesche e peri St Maria William e Abate dove la passata stagione nonostante gli insetticidi il danno e stato totale, questo anno con due insetticidi a raccolto tutta merce di prima, gli unici danni rilevati sono quei pochi frutti appoggiati alla rete che visto la grossa pressione sono stati punti, ma si parla di 1-2 frutti su cento.

In definitiva i ns clienti ormai da anni non conoscono danni da cimice da carpo da pisilla da cydia da grandine ne danni da uccelli con una spesa di 9000-12000 euro ad ettaro, inoltre la ns rete e progettata per impedire il passaggio della mosca della frutta (da noi in Toscana e nel centro sud è un problema serio) e soprattutto delle regholatis pomonella che è il problema maggiore per le pomace negli Stati Uniti, ma è stata rilevata la presenza anche in Francia quindi purtroppo aspettiamoci anche il suo arrivo.

 

Mario Tonioni

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Post comment